Abruzzo impara a venderti

 di Lorenzo Paolini e Domenico Flamini

I recenti eventi sismici che hanno colpito la nostra regione, uniti alle copiose nevicate ed alla tragedia prima dell’Hotel Rigopiano e poi dell’elicottero del soccorso alpino hanno trasmesso alla stampa nazionale ed internazionale un’immagine molto lontana dalla realtà.

Dal punto di vista di chi scrive, aquilani trasferiti a Roma da 7 anni, ci si rende conto come a soli 100 km di distanza, la percezione della situazione in cui versa l’Abruzzo ed in particolare L’Aquila sia molto diversa.

Che fare? Come trasmettere all’esterno della regione che in Abruzzo si può ancora continuare a vivere?

Facendo un’ analisi a freddo e razionale sugli eventi degli anni dal terremoto ad oggi, le notizie provenienti dai nostri territori sono state rilegate alla semplice cronaca. Nessuno sforzo è stato fatto in primis da Noi inteso come comunità, e poi dagli organi di stampa, per trasmettere un messaggio di rinascita e speranza. Questa condizione non ha potuto che danneggiare e sminuire gli sforzi di chi tutti i giorni, lotta per ricostruire non solo le case, ma una comunità ed il suo tessuto sociale.

Questa situazione ci fa rendere conto di quanto assenti o quantomeno insufficienti siano stati gli sforzi di creare un programma di marketing su scala nazionale ed internazionale volto a trasmettere all’esterno ciò che si è fatto dal terremoto ad oggi.

Ci stiano lentamente isolando dal mondo!!

Campanilismi e localismi non devono più essere tollerati, poiché l’unico risultato di tali condotte è una sconfitta per tutto il territorio e per la comunità. Non dobbiamo più credere che l’Abruzzo, per quanto ricco di storia e di tradizione, sia la regione più bella e ricca del mondo perché, é bene dirlo, non lo è ed ahinoi è lontano da esserlo !!!

Questo è il punto da cui partire, dal quale fondare un percorso di rinascita basato su progetti concreti e realizzabili che non abbiano bisogno di finanziamenti di milioni e milioni di Euro. Sarebbe inutile in questa sede denunciare la mancanza di un’ infrastruttura o l’inefficienza di un’altra. La nostra intenzione è quella di proporre uno sforzo comunicativo che diffonda all’esterno le eccellenze della nostra regione e trasmetta gli sforzi e risultati di rinascita che la comunità sta portando avanti.

La nostra proposta è quella di creare un unico brand Abruzzo che sia riconosciuto prima di tutto a livello locale e poi a livello nazionale ed internazionale. Per brand è bene dirlo, non si deve intende la solita immagine colorata in cui sia scritto Abruzzo da mettere in fondo ad una locandina di una conferenza, quello lo abbiamo già, ma un simbolo non solo visivo, a cui vengano associate tutte le peculiarità storiche, architettoniche, territoriali, eno-gastronomiche ecc. della nostra terra. Un brand che, alla sola pronuncia faccia percepire al mondo come l’Abruzzo sia pronto ad accoglierlo ed a soddisfarlo. Non dobbiamo semplicemente vendere un prodotto, ma creare delle esperienze che verranno ricordate e spingeranno le persone a tornare. Il nostro mare è lo stesso della riviera romagnola, le nostre colline producono un vino degno dei vitigni toscani, le nostre montagne possono raccogliere un bacino di utenza molto vasto, le nostre specialità e varietà gastronomiche non hanno nulla da invidiare ad altri territori nazionali e internazionali.

Ispiriamoci alle esperienze di successo che negli anni precedenti hanno contribuito a costruire un modello di sviluppo turistico, cominciamo a vendere il “prodotto Abruzzo”.

Per raggiungere simili risultati è necessario del tempo, ma prima di tutto è necessaria l’unione delle forze sotto un’unica bandiera sotto la quale far nascere e crescere un prodotto ben identificabile che si riconosca attraverso un brand che non rappresenti esclusivamente il simbolo di una regione, ma che faccia percepire le esperienze e le emozioni che l’Abruzzo è in grado di fornire.

Creiamo un bisogno, diamo al mondo delle buone motivazioni per venire nella nostra regione, ma soprattutto impariamo a venderle e comunicarle.

Quanti di voi conoscono la Toscana? Quanti di voi hanno mai visto il logo “Toscana”?

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